Con una nuova nascita in famiglia, è il momento di cercare il pediatra. Un’impresa, come testimonia un’inchiesta di Altroconsumo, a distanza di cinque anni da un’analoga iniziativa. Dal 2011 le cose non sembrano essere molto migliorate. L’indagine, condotta in otto città italiane, testimonia che i pediatri di libera scelta sono una merce rara e preziosa: pochi e stracolmi di piccoli pazienti.
“Secondo le regole delle Asl – scrive il sito di riferimento dei consumatori – in ogni comune deve esserci un pediatra ogni 600 bambini di età compresa tra 0 e 6 anni. Il medico, però, può avere in cura anche pazienti molto più grandi, fino ai 14 anni di età. A 6 anni un bambino potrebbe passare alle cure del medico di base, ma la maggior parte dei genitori preferisce farlo seguire dal pediatra fino all’adolescenza”. A quel punto nasce il sovraffollamento. Non solo: “Nella stessa città, tra una zona e l’altra, possono esserci differenze significative nella disponibilità dei pediatri”, rende noto l’indagine.
Per la scelta del pediatra, il consiglio è quello di non seguire solo la disponibilità e la territorialità: “Sono molto importanti anche gli orari di ricevimento e l’organizzazione dello – studio rileva Altroconsumo -: riceve su appuntamento o c’è il libero accesso e chi prima arriva passa prima? Fa parte di un gruppo? È associato ad altri medici? L’ideale sarebbe poi poter accedere anche a un curriculum per farsi un’idea del suo percorso professionale”. Purtroppo il 44% degli uffici presi in considerazione non fornisce sufficienti informazioni (neanche gli elenchi completi in qualche caso). In particolare viene rilevato che le informazioni fornite dagli operatori allo sportello sono insufficienti. In rete le informazioni sono più dettagliate e l’invito è quindi quello di cercare prima su internet prima di presentarsi allo sportello.
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