Ravenna, boom di richieste al corso musicale della Don Minzoni: “Una scuola di vita”

Si accede alla prova attitudinale anche se non si è “di stradario”. E di esperienze pregresse nell’ambito non ne servono. Il corso a indirizzo musicale della scuola media Don Minzoni di Ravenna continua ad avere grande successo, almeno a giudicare dai ragazzi e dalle ragazze che ogni anno si presentano alla selezione. A confermarlo è il referente Franco Emaldi, professore di tromba, che non ama molto il momento in cui deve dire no a chi non ha passato il “provino”: “Si presentano circa 60-80 studenti ogni volta. Ma noi ne possiamo ammettere 28. Chi non entra affronta una delle prime frustrazioni della vita, in effetti. Così come chi passa imparerà con il tempo che questo corso non serve solo per suonare uno strumento, serve ad apprendere molto altro: la disciplina che lo studio della musica richiede, il sapersi relazionare con gli altri, il fare squadra”.

Quando ci si presenta per la prova d’ingresso si indicano, in ordine di preferenza, gli strumenti: pianoforte, flauto traverso, tromba o sax. “Noi cerchiamo di accontentare le esigenze di tutti – spiega Emaldi – anche se non sempre si riesce. La flessibilità è una nostra caratteristica, non a caso chi sa suonare uno strumento che non rientra nel nostro programma può continuare, nei limiti del possibile, a farlo anche qui dentro. Quest’anno abbiamo anche un cornista, un oboista e due batteristi. E chi suona il piano viene utilizzato anche per le percussioni“.

Lo strumento è a tutti gli effetti una materia, anche all’esame di terza media. E le lezioni sono sia individuali che d’insieme, in vista della partecipazione all’orchestra formata dagli alunni di seconda e terza: “56 elementi che cerchiamo di portare, per quanto possibile, negli eventi e nelle manifestazioni della città, perché l’idea è quella di tenere un collegamento con il territorio, non starcene dentro la scuola a suonare”. E seguendo quest’onda, è da poco nata, su iniziativa di Emaldi, l’associazione di promozione sociale ‘Orchestra dei giovani’ che crea un filo di continuità tra chi è uscito dalle medie e la Don Minzoni stessa: “Abbiamo ragazzi di vent’anni, che magari hanno frequentato il musicale nei primi anni dopo l’attivazione e che continuano a venire qui. Ma siamo aperti anche ai musicisti che hanno studiato in altre scuole”.

Tutto questo, nel tempo, ha creato grande prestigio intorno all’indirizzo stesso e a tutta la scuola diretta da Carla Solaini: “Avere un corso così importante ha portato una ventata di stima e credibilità intorno alla Don Minzoni. Ciò non toglie che la scelta di questo corso debba essere ponderata, pensata: sono tre anni che richiedono grande impegno e, come tali, non andrebbero imposti dai genitori. Ci accorgiamo subito quando non c’è un vero interesse dell’alunno dietro”.

Poi, come è normale a dodici o tredici anni, ci si può anche accorgere in corso d’opera di avere sbagliato: “Ciò non toglie che si uscirà di qui con un bagaglio importante, non solo tecnico-musicale”.

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